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Non sono futili motivi

Si al DDL Zan

Ormai una decade fa, qualche giorno in più o qualche giorno in meno poco importa, stavo camminando sotto i portici di Bologna per andare al cinema. Era un pomeriggio di primavera inoltrata, di quelli in cui il caldo del giorno evapora dal pavé, ti pervade e ti fa assaporare un po’ l’arrivo dell’estate.

Quel pomeriggio guardavo distrattamente le vetrine e le macchine scorrere sull’asfalto, quando di fronte a me vedo la figura di due uomini di spalle che si tengono per mano e camminano nella mia stessa direzione. Ricordo perfettamente i loro abiti eleganti, uno grigio antracite e l’altro blu, scarpe stringate, il capello medio lungo ordinato e un passo rilassato.

Ricordo in modo cristallino anche la sensazione che mi suscitò: un profondo benessere. Forse era la primavera o forse la visione di due persone che si vogliono bene e passeggiano per la loro città senza avere paura di mostrare chi sono, sta di fatto che quella scena mi è rimasta impressa nella mente come une bellissima fotografia. Nella mia ingenuità, non pensavo che ancora si potesse essere vittime di omofobia e invece, di anni ne son passati e seppur qualcosa è migliorato, le aggressioni persistono.

Sempre più notizie di cronaca lo confermano.

Ad esempio, la recente storia della coppia aggredita in stazione a Roma da uno sconosciuto qualsiasi, solo perché le loro effusioni lo disturbavano. Ecco, l’aggressione potrà essere denunciata per futili motivi, senza l’aggravante dell’omofobia, cosa che a tutti gli effetti è, .

E stiamo parlando di Italia. In una realtà come quella sammarinese non ci saranno le aggressioni fisiche ma quelle psicologiche non sono da meno. Essere se stessi è sempre un po’ più difficile. Tutti sono sempre pronti a giudicare e pochi a capire. Eccezioni a parte.

Un’estate con la mia famiglia siamo stati in Olanda e una tappa prevedeva ovviamente Amsterdam. Non c’era Google Maps, non c’erano blog sui quali informarsi per organizzare il tour perfetto. Si andava ancora nei tourist point e si prendeva la cartina della propria lingua. 

Così, prima di armarci di biciclette, abbiamo camminato per i vari quartieri finché ad un certo punto ci siamo fermati ad un attraversamento pedonale con semaforo rosso.

Ricordo una schiera di abiti scuri che variavano dal grigio, al nero, al blu notte nonostante fosse Agosto e poi d’emblèe (d’un tratto) un tessuto nero, lucido e molto attillato di cui io non conoscevo il nome.

Eravamo due famiglie con figli in età adolescenziale che viaggiavano e quando ci siamo trovati davanti una figura ricoperta di latex nero con ai piedi delle zeppe vertiginose, l’atmosfera è stata pervasa da un imbarazzo palpabile. Dimenticavo, la parte dietro dell’abito lasciava aperta una zona specifica che potete tranquillamente immaginare e no, non era la schiena. Era pieno giorno e non eravamo nel quartiere a luci rosse.

Chi ne rimase sorpreso, ad ogni modo, fummo solo noi, le persone attorno non hanno fatto una piega. Quando è arrivato il verde, ognuno ha ripreso la sua strada, anche quella figura che ora ondeggiava verso l’altro lato della strada.

Credo sia stata la lezione più pragmatica di libertà di espressione. Non ne sono rimasta schockkata come magari alcuni potrebbero pensare, forse anche perché l’evento non è stato ricoperto da un velo di ipocrisia. Solo un sorriso imbarazzato tra genitori che si sono dati un colpetto a vicenda sul braccio e uno scambio di sguardi come per dire – e adesso chi glielo spiega?-.  Non ce n’è stato bisogno, chi viaggia sa. Siamo tornati a casa con la mente un po’ più aperta e una storia in più da raccontare.

Recentemente il Deputato Alessandro Zan ha presentato un Disegno di Legge il quale prevede che possano essere perseguibili tutti quei crimini contro omotransfobia, misoginia e abilismo. Attualmente infatti sono puniti solo quelli per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Voler ostacolare il DDL Zan è una presa di posizione anacronistica. Dicono che sostenere questo disegno di legge significhi limitare la libertà di espressione ma l’art. 4 comma 1 del DDL Zan prevede esplicitamente che si possa avere diritto alle opinioni, dunque ognuno potrà continuare ad avere la propria ma non potrà aggredire nessuno solo perché gay ad esempio. Abbastanza chiaro direi. Se la tua libertà di espressione sfocia poi in atti vandalici, persecutori e violenti verso trans, omosessuali o disabili, forse ciò che cerchi è lo scontro, non il confronto. 

Il DDL Zan prevede anche azioni di sensibilizzazione nelle scuole e anche per questo passaggio le critiche non sono mancate. C’è tantissima confusione ancora sulle differenze fra genere, sesso, identità di genere e orientamento sessuale che di sicuro un po’ di informazione in più non guasterebbe e potrebbe far sentire i ragazzi meno soli e più consci.

Tante, troppe persone si sono dovute nascondere o reprimere per poter vivere un’esistenza dignitosa. Questo non è un problema recente, lo sappiamo e non possiamo girare lo sguardo ancora una volta. Gli eventi quotidiani mostrano il buco normativo, essere picchiati per un bacio omosessuale non dev’essere normalità. Spero che questo disegno di legge venga approvato il prima possibile, se ti va di sostenerlo e seguirne gli aggiornamenti, puoi firmare la petizione a questo link: https://www.change.org/p/da-voce-al-rispetto-sì-alla-legge-contro-l-omotransfobia-la-misoginia-e-l-abilismo . 

A San Marino l’Art. 179 bis del Codice Penale, prevede che vengano puniti tutti quegli atti di provocazione alla violenza per per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o legati all’orientamento sessuale. Una piccola gioia.

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